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NEWS
16/05/2012
Ospedale San Raffaele: Discorso del Presidente Prof. Avv. Giuseppe Rotelli - A tutto il personale - "Linee guida della nuova amministrazione"

Ringrazio tutti i presenti, Consiglieri di Amministrazione, grandi professionisti amici coinvolti nel procedimento di acquisizione, la mia Famiglia, perché questa è un’azienda familiare, che nasce nel 1906 con mio nonno materno che, a 17 anni, ebbe da sua madre una fideiussione per acquistare un carretto e un asino per distribuire “droghe e coloniali” ai negozi della Provincia di Pavia.

Intorno a noi ho potuto constatare un grande consenso: delle Istituzioni, anzitutto, del Governo e della Regione.
Il Ministro della Salute, Prof. Balduzzi, che ho ringraziato ieri, ha avuto nei confronti del San Raffaele una straordinaria sensibilità e attenzione, consentendo il realizzarsi di un fatto straordinario: la conferma del carattere Scientifico dell’Ospedale il giorno stesso della esecuzione del contratto di compravendita. A lui va una particolare gratitudine.
Al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e al Direttore Generale della Sanità Carlo Lucchina, e ai loro collaboratori, nonché ai Dirigenti della Asl di Milano, dobbiamo rivolgere un ringraziamento caloroso per essersi impegnati per realizzare, contestualmente all’esecuzione, tutte le pratiche amministrative di autorizzazione e accreditamento e messa a contratto della Società Ospedale San Raffaele, conferitaria del ramo d’azienda. A loro va la il nostro apprezzamento e la nostra riconoscenza.


Questo clima di consenso l’ ho constatato, per tutto il periodo della procedura, anche nel mondo della finanza e della economia reale, che mi ha offerto continue manifestazioni di incoraggiamento e di condivisione dell’iniziativa di salvataggio del San Raffaele.
Infine con la nostra offerta generosa, abbiamo consentito ai Fornitori di poter ottenere un rimborso dei loro crediti intorno al 75%, creando le premesse per una fertile collaborazione di una componente, i Fornitori, che costituiscono anch’essi una ricchezza dell’Azienda.
La conclusione positiva di questa tormentata vicenda non sarebbe stata possibile senza il concorso di molti.
Anzitutto della Procura della Repubblica, che ha agito con fermezza e determinazione e grande equilibrio, avendo sempre cura degli interessi collettivi.
Il Presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, Dottor Filippo Lamanna il quale, con un decreto coraggioso e innovativo, che farà giurisprudenza, ha avviato la procedura di concordato preventivo in continuità introducendo una apertura a nuovi investitori attraverso un procedimento di gara.
Il Vaticano che, nel momento più acuto della crisi, ha steso un mantello protettivo sulla Fondazione, creando le condizioni per la prosecuzione dell’attività e il successivo salvataggio.
I Commissari Giudiziari che hanno vigilato sulla procedura consentendo di superare aspetti complessi.
E infine i Consiglieri di Amministrazione della Fondazione, che l’hanno gestita nel periodo transitorio, mantenendo continuità all’attività ospedaliera e agendo con spirito di servizio.


L’ottimismo della volontà, come direbbe Gramsci, nasce anche dalla considerazione che in questo lungo periodo di incertezza, che ha generato angoscia nei lavoratori del San Raffaele, tutti sono stati, a piè fermo, al loro posto di lavoro, mantenendo alti livelli di prestazione, come ho potuto constatare interrogando alcuni pazienti che io stesso ho avviato al San Raffaele.

Per queste ragioni  ho fiducia in Voi e ho fiducia in me stesso!


Ho fiducia in Voi, e su di Voi ho investito 405 milioni di Euro.


La fiducia nasce dalla constatazione delle Vostre capacità professionali nell’attività clinica e nell’attività di ricerca, che colloca questo Ospedale tra i primi in Italia.


Ho fiducia in me stesso e negli uomini che con me hanno realizzato il primo Gruppo Ospedaliero d’ Italia.


Oggi due istituzioni leader si uniscono e nasce un campione nazionale nel settore ospedaliero, l’unico in grado di competere, ad armi pari, in Europa.
L’unico in grado di dare all’Italia la speranza, quando si apriranno le frontiere alla libera circolazione dei malati, di poter arrestare il flusso migratorio alla barriera delle Alpi e di costituire una valida alternativa al ricovero di tanti italiani negli ospedali tedeschi, francesi, belgi, olandesi o al Karolinska di Stoccolma. 


Oggi si realizza un grande progetto di sistema che dà all’Italia un modello vincente di Sanità pubblica di qualità a costi sostenibili, quelli della tariffa amministrata, il DRG, senza ricorso a ripianamento del deficit.


E qui è il valore aggiunto per lo Stato e le Regioni.


E’ qui che bisogna guardare se si vuole uscire dall’alternativa odiosa tra degrado del sistema e fine del sistema universalistico.


Noi siamo il baluardo del Servizio Sanitario pubblico di questa Regione che le consente, ogni anno, di risparmiare circa 380 milioni di Euro e di accrescere il finanziamento complessivo di circa 155 milioni, derivanti dalle cure prestate ai pazienti provenienti da altre Regioni Italiane.


Questo è il significato immediato della nostra presenza nel Sistema Sanitario Nazionale e per questo siamo una pietra angolare del servizio pubblico di questa Regione, grande e popolosa come uno stato nazionale,  il 6° per popolazione nell’ Europa a 27 Stati e tra le prime 3 Regioni d’Europa in base al PIL (325 miliardi di Euro anno).


Con questo insediamento non c’è da temere nulla e nessuno.


Per realizzare compiutamente questo grande progetto, tuttavia, il San Raffaele deve risolvere un grave problema: deve azzerare il disavanzo del suo bilancio.


Il San Raffaele presenta un disavanzo di 65 milioni di Euro all’anno nella gestione caratteristica, ospedaliera e di ricerca scientifica.

 

Questo disavanzo non può essere colmato dal ricorso al ripianamento da parte dello Stato o della Regione, perché  è un Ente di diritto privato, e soprattutto perché non ci sono più risorse disponibili a cui attingere.
Fare buchi nei bilanci e poi chiedere alla Pubblica Amministrazione di colmarli con artifizi vari è oggi impossibile per chiunque.
Finisce un’epoca, quella dell’assalto alla diligenza della spesa pubblica. Cadono grandi istituzioni sotto il peso del debito non più risanabile (Stati Nazionali e grandi Banche).


Vincono quelle istituzioni virtuose che sono capaci di stare in piedi con le loro gambe.


Questa è la sfida che deve vincere  il San Raffaele per tornare ad essere un esempio per il Paese non solo di qualità, ma anche di economicità.


Questo è l’imperativo categorico che ci deve guidare, che deve guidare ciascuno di Voi per rendere sicuro il suo posto di lavoro, in un’azienda risanata che sta in piedi con le sue gambe.


Non c’è alternativa alcuna al risanamento dell’azienda.


Noi siamo ancora sull’orlo del precipizio. Dobbiamo azzerare il deficit e fare ancora meglio il nostro lavoro, in un ambiente che diventa sempre più competitivo.
Il risanamento e il miglioramento ulteriore della qualità delle prestazioni è un compito collettivo,  di tutti  gli  addetti di questo Ospedale, me compreso.


Ciascuno di Voi, andando a casa stasera, deve porsi il problema di come fare a “far meglio il suo lavoro spendendo meno”.


Senza questo movimento collettivo di tutti noi e di tutti insieme, all’unisono, non è possibile coniugare certezza del posto di lavoro, eccellenza delle cure, perpetuità dell’istituzione.


A realizzare questo progetto è chiamato ciascuno di Voi (Caravaggio, Vocazione di San Matteo).


Nessuno si sottragga perché non c’è salvezza individuale fuori dalla salvezza dell’azienda.


Io sono qui per rimettere questa azienda ospedaliera, che oggi è schiacciata sotto il peso di un disavanzo annuo di 65 milioni di euro, sulle sue gambe con l’aiuto di tutti Voi, nessuno escluso. Il raggiungimento, in tempi brevissimi, di questo indifferibile obiettivo farebbe, da solo, del San Raffaele, un esempio da imitare per tutti, dopo tanti episodi che ne hanno lesionato l’immagine.


Ma soprattutto io sono qui perché voglio rimettere il San Raffaele sul piedistallo, dopo averlo rimesso in piedi.


Voglio aiutare ciascuno di Voi a realizzare il suo sogno professionale, voglio dare a ciascuno di voi la possibilità di sviluppare la propria professionalità al massimo, riprendendo il percorso dallo sviluppo ovunque, nell’attività clinica, nella ricerca scientifica e nella didattica.


Questo modello evoluto e vincente deve tornare a produrre, attraverso tutte le sinergie possibili, un fantastico risultato: il primato in Italia di un complesso clinico, didattico e di ricerca scientifica ammirato e imitato da tutto il mondo per l’eccellenza dei risultati conseguiti.


L’attività di Ricerca Scientifica, insieme all’attività didattica, costituisce un elemento essenziale e irrinunciabile del modello San Raffaele, che ne qualifica la natura di complesso clinico, didattico e scientifico.


L’unità dei tre elementi originari che compongono il San Raffaele è stata difesa e sarà sviluppata nella convinzione che costituiscono un tutt’uno inscindibile.


Il recupero organico dell’attività didattica universitaria sarà obiettivo prioritario della mia gestione.


Per costruire insieme quel campione nazionale che manca all’Italia il Gruppo Ospedaliero San Donato, con i suoi due Istituti Scientifici, il primato in molti settori della medicina, e la sua forza organizzativa e finanziaria, unendosi al San Raffaele, ne costituisce il partner naturale e indefettibile.


Questa formidabile sinergia unisce statistiche eccellenti, 5329 posti letto, 199053 ricoveri, 263028 pazienti in Emergenza Urgenza, quasi 15 mila addetti, con un valore della produzione di oltre 1 miliardo e 400 milioni di Euro. L’ equilibrio  economico e la capacità di autofinanziare il suo sviluppo sono elementi costitutivi e irrinunciabili del progetto a cui lavorare.


In passato ho già affrontato e vinto una sfida analoga. Nel 2000 ho acquistato il gruppo ospedaliero Ligresti sanità, dotato di 1230 posti letto, sull’orlo del fallimento, l’ho risanato  e l’ho sviluppato in pochissimo tempo, portando ciascuna azienda al massimo delle sue possibilità.

Basti un esempio per tutti: l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Galeazzi, al vertice dell’ortopedia italiana e tra i più qualificati Centri internazionali.


La scelta della trasparenza e della pubblicità dei bilanci, e la più rigorosa correttezza e appropriatezza dei nostri comportamenti sono il metodo che mi ha contraddistinto nei 32 anni della mia attività  professionale di gestione ospedaliera e che ha consentito alle aziende del Gruppo Ospedaliero San Donato di reggere ad ogni verifica e di uscire a testa alta da tutte le inchieste.
Questo stesso metodo è condiviso e sarà applicato con rigore dalla nuova amministrazione che ho l’onore di presiedere.
Ogni deviazione da condotte virtuose, etiche e deontologiche sarà sanzionata senza indulgenza alcuna.


Il risanamento e la ripresa di un percorso di sviluppo richiedono una totale convergenza di azione. L’obiettivo prioritario, condiviso e perseguito unitariamente, da tutti, deve essere quello di “non dissipare”. Lo spreco non produce alcun miglioramento della qualità, ma solo un aumento della spesa, dannoso.


La dirigenza, insieme con i responsabili delle Unità Operative, definirà le azioni più opportune per raggiungere questo obiettivo di “tolleranza zero degli sprechi” e di costruzione di modelli virtuosi, che migliorino l’efficacia delle cure e l’efficienza delle procedure. Chi non seguirà questa strada obbligata finirà ai margini dell’azienda.


Il proprio tornaconto personale viene dopo l’interesse collettivo al risanamento del San Raffaele. L’Azienda deve diventare autosufficiente in tempi brevissimi: questa è la condizione per salvare il San Raffaele, farne un esempio virtuoso per tutti e riprendere la strada dello sviluppo, senza il quale il sogno di elevazione professionale o soltanto di conservazione del primato raggiunto non possono continuare ad esistere.


Quando presenteremo il bilancio dell’esercizio chiuso al 31/12/2012 voglio poter annunciare che l’obiettivo del pareggio di bilancio è stato conseguito e il San Raffaele è salvo e saldo sulle sue gambe.


L’unione di San Raffaele e Gruppo Ospedaliero San Donato ha dato vita a un campione nazionale nel settore ospedaliero che garantisce l’equilibrio economico della Lombardia, contribuisce in misura rilevante e imprescindibile alla qualità delle cure offerte dal sistema ospedaliero di questa Regione e fa di noi un modello vincente da imitare.


Su questo modello e su questi risultati dovranno meditare tutti coloro che vogliono un sistema sanitario solidale ed efficace, cioè davvero per tutti, senza distinzione di censo, davvero generale, cioè per tutte le cure riconosciute efficaci, e davvero sostenibile nel lungo periodo sotto il profilo economico-finanziario.


La salvaguardia e la promozione dei giusti interessi individuali sono possibili solo perseguendo la tutela di interessi collettivi, e cioè la risposta ai bisogni di cure efficaci e l’ offerta a tutti del meglio che il progresso scientifico rende disponibile, vincendo la sfida del “morbo dei costi” con modelli aziendali innovativi, riducendo lo spreco e facendo bastare le risorse concretamente disponibili.


Questo è il modello di azienda vincente che noi dobbiamo realizzare nel nostro interesse e nell’interesse del Paese, di cui siamo l’unico campione nazionale.


Sono certo della vostra comprensione, sono certo che, lavorando tutti insieme per questo obiettivo, risaneremo il San Raffaele, lo rimetteremo sul piedistallo , e vinceremo la sfida di dare a tutti il meglio, azzerando gli sprechi,  daremo a tutti Voi  la condizione per realizzare il sogno professionale di ciascuno di Voi e la gioia di sentirsi al centro di un processo vincente e di un’esperienza unica e gratificante, utile all’intero Paese.


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